È una notte densa, immobile, quasi senza stelle, quando i sei varcano i confini della foresta. Il sentiero, stretto e contorto, si apre all’improvviso su una radura vasta, silenziosa, dove l’erba alta ondeggia come un mare vegetale, e fiori blu si schiudono al respiro della notte. Al centro si staglia il casale: abbandonato, semi-crollato, annerito dal tempo. Le finestre…
Data: 2025-07-04 12:21:00
È una notte densa, immobile, quasi senza stelle, quando i sei varcano i confini della foresta. Il sentiero, stretto e contorto, si apre all’improvviso su una radura vasta, silenziosa, dove l’erba alta ondeggia come un mare vegetale, e fiori blu si schiudono al respiro della notte. Al centro si staglia il casale: abbandonato, semi-crollato, annerito dal tempo. Le finestre sono occhiaie vuote, le travi marcite si piegano come ossa spezzate, e le pareti sono coperte da radici nere, spesse, avvolgenti, che sembrano crescere non dalla terra… ma da qualcosa sotto di essa. Già da lontano l’aria è sbagliata, troppo quieta, troppo carica. Il silenzio è pieno. Vivo. Quando i sei si avvicinano, vengono colpiti da una nube sottile e nera. Si alza in un soffio da fiori neri disseminati tra le crepe. La sostanza è paralizzante: li blocca, li immobilizza, e li getta in una visione terrificante. Nel delirio condiviso, vedono il casale avvolto dalle fiamme, sentono la carne bruciare, i tendini tirarsi, il respiro spezzarsi sotto il calore. Il dolore è vivo, insostenibile. Ma quando gli occhi si riaprono… non c’è fuoco. Solo buio, radici… e silenzio.
È in quell’attimo, mentre sono ancora scossi, che accade. Una radice serpeggia veloce, come se avesse atteso il momento di vulnerabilità. Si avventa su Rory, lo afferra con un guizzo fulmineo alla vita e lo solleva da terra. Prima che possa gridare, reagire o anche solo capire, viene strappato via. Il suo corpo viene trascinato come un trofeo verso il casale, le gambe che scalpitano, la bocca aperta in un’esclamazione strozzata. Attraversa una delle fenditure nelle pareti, un buco nel muro, come una bocca spalancata, e scompare nell’oscurità viva dell’edificio. Gli altri possono solo guardare. Il suolo è ancora incerto sotto i piedi. L’aria è pregna di tensione. Con le armi serrate e i sensi tesi, Atos, Fulgor, Elebereth e Clariche si addentrano nel casale. Ashasa scocca la sua freccia nel tentativo di colpire la radice che ha preso Rory, riuscendo a centrarla. Rory viene rilasciato con un tonfo sul pavimento.
La sala principale è ampia, avvolta dall’oscurità e da una rete di radici viventi che ricoprono ogni superficie. All’improvviso, il pavimento vibra. Un battito. Poi un altro. Qualcosa pulsa sotto il legno. E poi, cede. Fulgor pianta la spada nel pavimento e si ferma giusto sul punto che resiste. Le assi davanti a lui scivolano, formando una discesa naturale verso il seminterrato. Ashasa lancia una corda a Rory, che la afferra appena in tempo per salvarsi dal crollo. Atos, Elebereth e Clariche però non riescono a fuggire. Cadono. Atterrano su radici molli, ma le schegge del pavimento li feriscono:
– Elebereth si lacera il braccio destro da gomito a spalla;
– Clariche riceve un colpo profondo alla coscia sinistra;
– Atos, sebbene protetto, si brucia il dorso della mano sinistra con la torcia nella caduta.
Sotto, nella penombra, si rivela l’origine di tutto: una massa pulsante, oscura, viscida. Il cuore del casale. Il cuore della bestia. Fulgor scivola giù lungo le assi sfodera entrambe le lame e colpisce il nucleo vivente. Ashasa centra la creatura con una freccia letale. Elebereth, ferita, tenta un colpo con il suo arco ma manca il bersaglio. Clariche, stringendo i denti, solleva la torcia: la luce inonda lo spazio, mostra l’orrore, e lo fa tremare. La creatura si contorce, freme, esplode. Una nuvola nera scintillante investe tutti, scaraventandoli all’indietro. Una forza silenziosa si espande dal casale, piegando la vegetazione, facendo sparire le radici, chiudere i fiori. E infine… il silenzio. Il casale resta. Vuoto, spoglio, semidistrutto. Nessuna radice. Nessuna pulsazione. Solo pietre e legno spezzato. Ma il sangue resta. Le ferite. E il ricordo.
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Conseguenze pg e punti
FULGOR: +2 esperienza; +20 forza; + 20 mente
ATOS: +2 esperienza; -5 salute; +10 mente [ustione guaribile in 3 giorni o in 1 (se curata dai guaritori)]
ASHASA: +2 esperienza; + 10 forza; + 20 mente
ELEBERETH: +2 esperienza; -10 salute; +10 mente [ferita guaribile in 5 giorni o in 3 (se curata dai guaritori)]
CLARICHE: +2 esperienza; -10 salute; +5 mente [ferita guaribile in 5 giorni o in 3 (se curata dai guaritori)]
RORY: +2 esperienza; -5 energia; + 5 mente