Una serata di bevute in taverna si trasforma in una surreale battaglia tra avventori e polli.
La taverna di Aethelion è gremita, rumorosa, viva. I tavoli sono colmi di gente che mangia, beve e brinda approfittando dei prezzi dimezzati voluti dal nuovo capo degli osti. L’aria è calda, satura di fumo, odore di arrosti e birra versata nei boccali. Il brusio è continuo, una massa compatta di voci che copre quasi ogni altro suono. Dietro il bancone, nelle cucine, il lavoro procede frenetico e invisibile, finché un rumore secco, come di legno che si spezza contro il pavimento, si diffonde per un istante tra chi è più vicino al bancone. Qualcuno alza lo sguardo, qualcuno aggrotta la fronte, ma la sala continua a vivere come se nulla fosse.
Pochi istanti dopo, il caos esplode. Un clangore violento di padelle e stoviglie che cadono a terra sovrasta il brusio della taverna e lo spegne quasi del tutto. Le conversazioni si interrompono, i brindisi restano sospesi, l’attenzione si concentra sul retro. Dalla cucina si leva la voce di Arduino che impreca, e subito dopo la porta si spalanca lasciando irrompere cinque galline impazzite, che svolazzano, starnazzano e si lanciano nella sala. Un paio balzano sul bancone, rovesciando brocche e piatti, le altre tre sciamano tra tavoli e sedie, scivolano tra le gambe degli avventori, saltano sui tavoli imbanditi. Le piume si staccano e riempiono l’aria, la birra schizza sui pavimenti e sulle panche, le persone si alzano di scatto, gridano, ridono, cercano di scansarsi o di afferrare le bestiole.
Morgan si getta nella mischia con fare teatrale. Afferra una gallina che si dimena furiosamente, la tiene lontana dal volto mentre l’animale starnazza e tenta di beccarlo. Con fare provocatorio rifila una seconda gallina a Bjiorn armato di sacco, poi si lancia dietro a quella che ha aggredito una donna, intercettandola a metà corsa. Nel farlo, lancia uno sguardo fiero e quasi eroico alla vittima appena “salvata”, salvo poi voltarsi e scoppiare a ridere per la scena complessiva che si sta consumando alle sue spalle. Tra una battuta e un inchino improvvisato verso la folla che batte le mani, Morgan si comporta come se tutto quel disastro fosse uno spettacolo messo in scena apposta per intrattenere la sala.
Patrisha riesce a catturare una delle galline e a infilarla nel sacco di Bjiorn, ma non senza rimediare dolorose beccate alle mani. È già tesa e irritata quando il vero disastro le piomba addosso: un garzone barcolla con un vassoio colmo di boccali di birra, urtato nel caos generale. Per un attimo sembra riuscire a mantenere l’equilibrio, poi i boccali si inclinano tutti insieme e la birra si rovescia su Patrisha, inondandola completamente. Lei resta immobile per lunghi secondi, sconvolta, come se avesse appena subito una tragedia personale. Poi esplode in una furia di insulti contro il garzone, lo scaccia verso le latrine e resta lì, fradicia di birra, quasi paralizzata dal trauma.
Nel frattempo Bjiorn, con il suo vocione, impreca mentre cerca di gestire il sacco in cui riesce a infilare due galline. Nel tentativo di catturarne un’altra, se la lascia sfuggire di mano, e l’animale torna a correre come un proiettile tra i tavoli, riaccendendo il caos proprio quando sembra che la situazione stia per essere risolta. Bjiorn continua a inseguirla con ostinazione, indignato soprattutto per lo spreco della birra, che considera un sacrilegio vero e proprio.
Noa Lawrence, invece, riesce ad afferrare l’ultima gallina per la coda. L’animale strilla per il dolore e la paura, ma Noa, che non tollera la sofferenza delle bestie, cambia subito atteggiamento: la prende tra le braccia, la immobilizza con delicatezza, le infila la testa sotto un’ala e comincia a cullarla come un neonato, dondolando lentamente. Il caos intorno continua, ma per lei sembra aprirsi una bolla di quiete. Ricorda i gesti della madre, che ipnotizzava le galline del villaggio, e mentre cerca qualcuno a cui affidare la bestiola, si ritrova combattuta all’idea del destino che l’attende. Tra il fracasso della taverna e l’odore di birra e piume, alla fine decide di portare via la gallina per salvarla dalla pentola.
Bjiorn riesce a catturare anche l’ultima gallina rimasta in fuga e a infilarla nel sacco, chiudendo di fatto la “battaglia del pollaio”. La taverna, ormai, non è più solo una locanda rumorosa ma il teatro di una scena surreale: pavimento bagnato di birra, piume ovunque, tavoli scompigliati, avventori in piedi che applaudono come se avessero assistito a uno spettacolo comico improvvisato. Alcuni ridono fino alle lacrime, altri fischiano e battono le mani, qualcuno grida commenti ironici.
Morgan conclude con un inchino teatrale verso la sala, Patrisha resta inondata di birra e sotto shock, Noa culla la gallina indecisa sul suo destino, Bjiorn chiude il sacco con aria soddisfatta. La taverna di Aethelion, per una sera, non è solo un luogo di ristoro, ma il palcoscenico di una follia collettiva che trasforma una semplice cena in un episodio memorabile, destinato a essere raccontato e ingigantito a ogni nuovo boccale alzato.
PUNTEGGI:
- 2 punti esperienza a Morgan, Bjjiorn, Noa Lawrence, Patrisha
Voglio ringraziare i player per la quest divertentissima alla quale hanno partecipato tutti attivamente senza intoppi di alcun genere.