La tempesta infuria sulla città. In taverna, tra odori pesanti e fuoco lento, l’atmosfera appare tranquilla ma fragile. L’arrivo di un artigiano e dei suoi calici rompe l’equilibrio. Un brindisi, una scelta e in pochi istanti la calma scompare e ciò che sembrava un semplice incontro si rivela l’inizio di qualcosa di più oscuro.
La tempesta stringe la città in una pioggia fitta e continua, mentre all’interno della taverna il tempo sembra sospeso tra il crepitio del fuoco e l’odore denso di cibo e legno bruciato. In questo equilibrio apparente si muovono tre presenze diverse. Lucien, isolato e impeccabile, osserva senza mescolarsi a ciò che lo circonda. Morgan lavora senza sosta, piegato sulla fatica, intento a ripulire fango e acqua con il corpo già provato. Lien entra poco dopo, zuppo e diretto, portando con sé il peso del maltempo ma anche un’energia più concreta, più viva.
L’arrivo di Ranier rompe questa staticità. Si presenta con modi cortesi, un bastone a sostenerlo e una valigia che custodisce il suo lavoro. Parla da artigiano, mostra i calici, racconta di tecnica e sacrificio, di mani che lavorano e famiglie da mantenere. Chiede poco, almeno in apparenza. Solo un parere.
La diffidenza si accende subito. Lucien resta freddo e distante, valuta senza concedere fiducia. Morgan osserva, tocca, testa. Lien ascolta e si mantiene più defilato, attento ma prudente. Nessuno si espone davvero. Ranier però insiste, con garbo e costanza, fino a proporre un gesto semplice, quasi innocuo. Condividere un brindisi.
A quel punto qualcosa cambia. Il caso interviene e sposta gli equilibri. Lucien e Morgan accettano, Lien si chiama fuori. Il distillato scuro riempie i calici, il brindisi si compie. Ranier beve per primo, senza esitazione, mostrando sicurezza. Nessun segno, nessun cedimento.
Un solo sorso.
Poi l’uomo esce, inghiottito dalla pioggia, e la scena si trasforma.
Il veleno agisce senza lasciare traccia visibile. Silenzioso, preciso. Lucien è il primo a cedere, colpito in modo violento. Il corpo non regge, la mente si spegne, cade senza difese. Morgan resiste più a lungo, ma il dolore lo piega, lo rallenta, lo costringe a lottare per restare cosciente. Lien resta lucido, comprende subito la gravità della situazione e interviene, legge il messaggio lasciato nella valigia e coglie il senso più profondo dell’accaduto.
Non è stato un inganno casuale. È un segnale costruito con precisione. Un attacco che non cerca solo di colpire, ma di comunicare e che si aggancia ad un evento precedente.
Lien reagisce, chiama aiuto, si muove per contenere il danno mentre la taverna cambia volto. Da luogo di riparo diventa teatro di un piano più grande, appena iniziato e ancora tutto da scoprire.
EFFETTI DEL VELENO
Primo Giorno
Stato di incoscienza prolungato seguito da un risveglio traumatico. Forte febbre alta accompagnata da brividi scuotenti e sudori freddi. La gola rimane infiammata e anche deglutire la saliva provoca dolore.
Secondo Giorno
Forti crampi addominali e nausea persistente. Non riesce ad assumere cibi solidi. Compaiono tremori alle mani e una spossatezza che gli impedisce di reggersi in piedi.
Terzo Giorno
La febbre cala. Restano vertigini improvvise e una marcata sensibilità alla luce e ai rumori forti. Compare confusione mentale fino a sera.
Sintomi generali
Nausea costante ma gestibile. Bruciore alla bocca dello stomaco.
Debolezza
Sensazione di pesantezza agli arti. Lieve stato febbrile. Si muove con fatica e si affatica in fretta.
Durata
I sintomi iniziano a ridursi già alla fine del secondo giorno. Restano mal di testa intenso e sapore metallico persistente in bocca.
PUNTEGGI
ESPERIENZA
Tutti: +3 esperienza
SALUTE
Lucien: -25 salute
Morgan: -15 salute
MENTE
Lucien: -10 mente
Morgan: -5 mente
Lien: -2 mente