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Una sera come tante al Ponte di Berendor

Pubblicato il 24/04/2026 14:13 — Visualizzazioni: 10

Sul Ponte di Berendor, una melodia inattesa trasforma la sera in incanto, unendo mortali e creature in un unico respiro sospeso.


E’ una sera primaverile al Ponte di Berendor, uno dei principali varchi del regno di Aethelion. Il ponte è ancora vivo del via vai quotidiano: mercanti con carri carichi, viandanti di ogni genere, pellegrini, famiglie, e le guardie che vigilano con attenzione sul confine tra l’ordine della città e l’ignoto esterno. Il crepuscolo colora ogni cosa di sfumature calde, mentre le prime lanterne iniziano a illuminare il passaggio.

Tra la folla si muove Aldaron, un elfo dallo sguardo attento e dal passo silenzioso, che osserva il mondo senza mai farsi davvero coinvolgere. La sua presenza attira l’attenzione di una guardia, che lo squadra con freddezza e diffidenza, soffermandosi sulla sua natura elfica e controllando che non rappresenti una minaccia. Il breve confronto si risolve senza parole superflue: un cenno, un permesso tacito, e Aldaron può proseguire.

Nel frattempo, Morgan, un mezz’elfo appena ristabilitosi da un malessere, raggiunge il ponte con animo leggero e curioso. Si ferma ad osservare il fiume, lasciandosi trasportare da un momento di quiete, prima di estrarre una ciaramella, uno strumento particolare, decorato e apparentemente prezioso, ottenuto in una gara alla locanda. È lì che incontra Iridia, una fata dell’aria, luminosa e vivace, che si mostra senza timore, giocosa e teatrale, ben lontana dall’essere una creatura sfuggente. Tra Morgan e Iridia nasce subito una sintonia spontanea: lui affascinato dalla sua presenza, lei entusiasta all’idea di condividere la musica.

Il loro incontro viene osservato anche da Aldaron, che si avvicina con discrezione, mantenendo il suo atteggiamento composto ma chiaramente incuriosito. La scena prende una piega diversa quando un bambino si avvicina a Morgan, attratto dalla ciaramella, chiedendogli ingenuamente di suonare. Nonostante l’imbarazzo della madre, Morgan accetta con naturalezza, trasformando quello che doveva essere un momento personale in un’esibizione improvvisata. Quando la musica inizia, inizialmente appare semplice, quasi incerta. La ciaramella emette un suono vivace ma grezzo, accompagnato dal flauto delicato di Iridia.

Tuttavia, lentamente, qualcosa cambia: l’atmosfera si trasforma, il mondo sembra rallentare, il vento si placa e il brusio della folla si dissolve. La musica diventa un catalizzatore. Dalle ombre emergono lucciole che si raccolgono in una spirale luminosa attorno a Morgan. Farfalle dalle ali trasparenti invadono il ponte, posandosi su Aldaron e sugli altri presenti. Gli animali iniziano ad arrivare: prima i cavalli si immobilizzano, poi uccelli si dispongono lungo il ponte come spettatori silenziosi. Successivamente giungono gatti, che si siedono ordinati davanti al musicista, seguiti da volpi dai manti rossastri e conigli bianchi che si fermano ai margini, tutti rapiti dalla melodia.

Morgan stesso entra in uno stato di estasi, lasciandosi trasportare completamente, iniziando a muoversi e quasi danzare mentre suona. Iridia lo accompagna, librandosi nell’aria e intrecciando note con lui. Aldaron, invece, osserva e partecipa con maggiore distacco, offrendo anche la sua voce per un momento, prima di defilarsi e lasciare che la scena si sviluppi attorno agli altri due. Il ponte si trasforma così in un luogo sospeso, quasi fuori dal tempo, dove uomini, creature fatate e animali condividono lo stesso spazio in perfetta armonia. Nessuno parla, nessuno interrompe: tutti ascoltano.

Quando la musica giunge al termine, segue un momento di silenzio assoluto, poi un applauso spontaneo e sincero si diffonde tra i presenti. Gli animali, uno alla volta, si allontanano con calma: le lucciole si disperdono, le farfalle svaniscono nella notte, i gatti si dileguano silenziosi, le volpi tornano ai campi, i conigli spariscono nell’erba e gli uccelli riprendono il volo. La normalità ritorna lentamente, ma ciò che è accaduto lascia un segno profondo in tutti i presenti.

Da questo evento emerge chiaramente la vera natura della ciaramella di Morgan: non si tratta di un semplice strumento musicale, ma di un oggetto intriso di magia capace di entrare in risonanza con la natura stessa. La sua musica non domina né costringe, ma armonizza. Induce negli animali uno stato di quiete profonda, li rende docili, privi di aggressività, e li attira senza timore verso la fonte del suono. In sostanza, la ciaramella possiede il potere di placare gli animali, rendendole temporaneamente inoffensive e predisposte all’ascolto, come se riconoscessero in quella melodia qualcosa di antico, familiare e rassicurante. Un potere sottile, non invasivo, ma straordinariamente efficace e potenzialmente molto significativo nelle mani di chi saprà comprenderlo fino in fondo.

N.B: l'effetto della ciaramella è soggetto alla presenza di Morg


PUNTEGGI

Morgan: +30 mente; 2 Exp
Aldaron: +15 mente; 2 Exp
Iridia: +15 mente; 2 Exp


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