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La Separazione dello Spazio Arcano (Quest di Gilda)

Pubblicato il 14/05/2026 12:35 — Visualizzazioni: 3

Un esempio di cosa accade quando si usano i poteri arcani con troppa leggerezza.


La serata alla Torre Bianca era iniziata nella più assoluta tranquillità. L’immenso atrio della congrega dei Custodi degli Arcani si mostrava immerso in quella quiete austera tipica dei luoghi antichi: le alte colonne di marmo candido sostenevano le volte della sala, mentre la luce della luna filtrava dalle grandi finestre ad arco, riflettendosi sul pavimento levigato in bagliori pallidi e argentei. Le torce accese lungo le pareti rischiaravano l’androne con una luce calda e tremolante, e il silenzio della torre sembrava quasi sospeso fuori dal tempo.

In quel contesto si incontrano tre Custodi.

Selandra, Incantatrice della congrega, accoglie Lumirien nel cuore dell’atrio con la grazia elegante che la contraddistingue. Tra le due nasce subito uno scambio cordiale: Lumirien si presenta come nuova consorella della Torre Bianca, giunta soltanto da poche lune tra i Custodi degli Arcani. Poco dopo anche Sastyran raggiunge l’atrio, arrivando in volo attraverso la città di Aethelion fino alla torre. La piccola fata, avvolta nel proprio bagliore dorato, raggiunge le altre Custodi con tono affannato ma sereno, ignara di ciò che sta per accadere.

Durante il loro incontro, qualcosa nell’aria inizia lentamente a mutare.

All’inizio si tratta solo di una vibrazione appena percettibile, una sensazione sottile che attraversa il pavimento e le mura della torre. Le torce tremano senza vento, il silenzio sembra incrinarsi, e i contorni stessi dell’atrio iniziano a vacillare. Le grandi finestre ad arco mutano improvvisamente davanti ai loro occhi: per brevi istanti il vetro e la vista della notte scompaiono, sostituiti da freddo marmo pieno, prima di tornare normali. Lo stesso accade alle porte dell’androne, che a tratti cessano di esistere, inghiottite dalle pareti della torre.

Le Custodi comprendono rapidamente che non si tratta di un’illusione.

La Torre Bianca stessa sta mutando.

La situazione peggiora quando il soffitto dell’atrio comincia a deformarsi, diventando trasparente come vetro liquido. Attraverso quella volta irreale, le tre possono vedere chiaramente la biblioteca arcana del piano superiore, come se la pietra non esistesse più. Ed è lì che notano l’origine dell’anomalia: un bagliore instabile proveniente da un antico libro aperto sopra un tavolo centrale.

Convinta che la causa della distorsione si trovi nella biblioteca, Selandra guida le altre verso il piano superiore. Le tre Custodi attraversano corridoi e scale mentre l’intera struttura continua a oscillare tra due realtà differenti. Ogni passo sembra più instabile del precedente, come se la torre stesse lentamente dimenticando la propria forma.

Una volta raggiunta la biblioteca, trovano la sala immersa in una quiete innaturale. Al centro della stanza giace un antico tomo aperto, le cui pagine si sfogliano da sole emettendo una luce pulsante e irregolare. Intorno al libro, l’aria stessa appare distorta.

Nel momento esatto in cui le Custodi varcano la soglia, la magia reagisce violentemente.

La porta della biblioteca svanisce dietro di loro, cancellata dal marmo della parete, mentre gli scaffali e i contorni della stanza iniziano a tremare. Poco dopo, una crepa nera si apre direttamente nello spazio davanti al tavolo centrale. Non si tratta di una frattura fisica, ma di uno squarcio nella realtà stessa: una dissonanza arcana pulsante e instabile.

La frattura prende improvvisamente vita.

I tomi della biblioteca iniziano a vibrare sugli scaffali e vengono poi scagliati violentemente contro le Custodi come proiettili impazziti. Selandra reagisce immediatamente evocando il proprio Velo Arcano, una barriera luminosa azzurrina che riesce a proteggerla e, parzialmente, a schermare anche Lumirien e Sastyran. Le due consorelle tentano a loro volta di evocare protezioni simili, ma la distorsione della frattura rende instabile la magia e i loro incanti falliscono.

Nonostante la barriera rallenti l’assalto dei libri, la crepa continua a espandersi. Le Custodi comprendono allora che la frattura non può essere semplicemente contenuta: il legame magico che la alimenta deve essere reciso.

Selandra tenta quindi di evocare il Velo del Crepuscolo, richiamando ombre liquide e lame eteree con cui colpire il cuore della distorsione. Tuttavia, la fatica accumulata e l’instabilità della biblioteca impediscono alla magia di prendere forma correttamente.

È invece Sastyran a riuscire nell’impresa.

La piccola fata richiama il Velo del Crepuscolo e dalle sue ombre si dipanano lame oscure che colpiscono direttamente la frattura spaziale e il legame invisibile che la sostiene. L’impatto genera una violentissima onda d’urto che travolge l’intera biblioteca, facendo perdere l’equilibrio alle Custodi e scuotendo la sala fino alle fondamenta.

Poi, improvvisamente, tutto tace.

Le pagine del libro smettono di muoversi. Gli scaffali cessano di tremare. La crepa nera si restringe lentamente fino a scomparire del tutto. La porta della biblioteca riappare e la Torre Bianca torna finalmente stabile, lasciando dietro di sé soltanto il caos dei tomi sparsi sul pavimento e l’eco inquietante di quanto accaduto.

Poco dopo, la porta della biblioteca si apre.

Un giovane Custode entra nella sala con il volto pallido e sconvolto. Confessa di essere stato lui ad aver studiato e attivato l’antico tomo sulla Separazione dello Spazio Arcano. Credeva di aver concluso correttamente il rituale e aveva lasciato il libro aperto sul tavolo, convinto che la magia si fosse ormai dissolta. Non aveva però compreso che l’incanto, incompleto e instabile, aveva continuato ad alimentarsi autonomamente anche dopo la sua uscita dalla biblioteca, fino a deformare l’intera Torre Bianca.

 
 

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