All’Arena delle Muse splende la festa della Floræ, un grande evento musicale proposto dal Re Ennon ed organizzato dall'Accademia delle Muse che celebra il risveglio della natura. Tra magnifici giochi di luce mossi da specchi di bronzo e coreografie di fate e corpi di ballo, i migliori bardi del regno si sfidano sul palco a colpi di canzoni travolgenti, ballate d'amore e melodie tradizionali.
Floræ: La Notte dell’Arena delle Muse
L'Apertura e la Magia delle Fate
L’Arena delle Muse trabocca di vita per celebrare la Floræ, il risveglio della natura. Tra ghirlande di fiori e drappi color smeraldo, l'anfiteatro si illumina al crepuscolo con migliaia di torce. In alto domina il monumentale trono di re Ennon.
Al cenno del Maestro Sir Vessicchio, l’orchestra attacca una melodia travolgente. Veli di luce scendono sul palco e con la voce limpida di Iridia, la Detentrice delle Arti e del Sapere, l'Eco delle Muse, esplode una pioggia di scintille: arrivano le fate. Le creature danzano in cielo creando immense coreografie luminose e unendosi al canto in una perfetta stereofonia. Sul finale, le fate si dispongono attorno a Iridia formando un gigantesco fiore splendente, raccogliendo gli scroscianti applausi della folla.
La Presentazione e la Gara
Preso il comando del palco, Iridia travolge la folla con la sua energia, esortando il pubblico ad applaudire l'orchestra e la giuria d'onore, formata da grandi personalità del regno.
La gara ha inizio con Elviliwyn e Xantia, che scatenano l'arena con "Quando ad Æthelion arriva l'estate", un trascinante tormentone estivo accompagnato da un corpo di ballo in costumi sgargianti.
Dopo una ricca pausa buffet offerta dalla congrega degli Osti e guidata dal principe Lucien Anguifer de Lysancour Principe di Rosvienne, Signore del Focolare e Console Reale, la competizione riprende con la ballata profonda di Aldaron, "Vento di Maggio" accompagnata dalle movenze eteree di una singola ballerina in bianco che ammalia il pubblico.
È poi il turno di Ezmon con "Acqua Piovana": il palco sprofonda in un gioco di ombre e specchi di bronzo che riflettono la luce delle candele. Al culmine della melodia radiosa, l'uomo esprime pubblicamente le sue intenzioni di chiedere la mano della sua amata Selandra; la fanciulla, commossa e radiosa, avanza verso di lui offrendo la sua risposta assoluta.
La quarta canzone, "Il bosco già sapeva", vede protagonista Mordecai, che travolge l'arena cantando e suonando il suo liuto, circondato da folletti travestiti da animali della foresta in un tripudio di luci guizzanti.
Chiude la gara Anelin con "Sole e Mare", un brano fresco e ballabile; i mastri di scena muovono gli specchietti a ritmo frenetico creando un caleidoscopio luminoso che spinge l'intero pubblico a scatenarsi.
L'Omaggio delle Muse e il Trionfo Finale
In attesa del verdetto, gli Accademici delle Muse: Iridia, il Mentore delle Muse Elviliwyn, la Discepola della Memoria Arendel e l'Apprendista Dokkebi, insieme all'Inquisitore Cheng regalano un brano fuori gara dedicato alle quattro stagioni, dove fate dai colori autunnali, invernali, primaverili ed estivi circondano i cantanti, culminando in una splendida danza di Iridia.
Al termine dell'esibizione, un giurato consegna la pergamena sigillata a Iridia. Cala la suspense nel silenzio elettrico dell'arena. Con pause calcolate, la Detentrice annuncia il terzo posto di Ezmon e il secondo di Xantia ed Elviliwyn, per poi esplodere di gioia proclamando Mordecai vincitore assoluto.
Il bardo, inizialmente incredulo, molla la sua cena sulle gambe dell'amico Vesper, lo abbraccia forte e scatta sul palco stringendo il suo liuto. L'arena è in totale delirio, sommersa da una pioggia di petali di rosa e coriandoli. Mordecai raggiunge Iridia al centro della scena e riceve il trionfo del pubblico con un profondo e deferente inchino.
Iridia congeda infine il pubblico augurando a tutti una buona Floræ e, scherzosamente, soffia una tempesta di coriandoli sui ricci del vincitore tra le risate generali. Mentre la notte medievale avanza, la musica sfuma in note soffuse e le candele si consumano lentamente. L'arena torna al suo silenzio, ma nei cuori dei presenti resta la certezza che questa notte magica non svanirà mai.