Due destini si intrecciano sul sottile confine tra la vita e il dovere: uno lotta per non spegnersi, l'altro nasce sotto il peso di un'eredità inattesa. Così il testimone passa, mentre il Regno trattiene il respiro in attesa che il futuro scelga quale strada percorrere.
Il Palazzo Reale è immerso nella quiete della sera, anche se tra le sue stanze si respira aria di attesa. Da giorni il Primo Cavaliere del Regno, Ser Ellad Inglorion, è rinchiuso nei propri appartamenti a causa di un misterioso avvelenamento che ne ha progressivamente consumato le forze, senza che nessuno abbia più avuto sue notizie. A presidiare l'ingresso delle sue stanze vi sono due guardie reali, incaricate di impedire l'accesso a chiunque non sia espressamente autorizzato.
Su convocazione della Corona giungono dinanzi alle porte il Mentore dei Guaritori, Elian Faerden, accompagnato dallo Scudiero di Corte Ser Elaxidor. Le guardie, dopo averli identificati, comunicano di aver ricevuto una missiva firmata da Ser Doson e controfirmata da Lady Xantia, nella quale viene ordinato di concedere l'accesso esclusivamente ai due convocati.
Una volta aperte le porte, gli appartamenti del Primo Cavaliere si rivelano immersi in un'oscurità opprimente. L'aria è pesante, satura dell'odore di cera consumata e di un ambiente rimasto chiuso troppo a lungo. Le finestre sono completamente coperte dalle tende e soltanto pochi raggi della sera riescono a filtrare all'interno. Il grande letto appare disfatto ma completamente vuoto, mentre l'attenzione viene immediatamente catturata dallo scrittoio: la sedia è rovesciata, pergamene, calamaio e documenti sono sparsi sul pavimento e, accanto ad essi, giace il corpo di Ser Ellad, riverso a terra come se fosse improvvisamente crollato mentre stava scrivendo.
Ser Elaxidor, profondamente scosso dalla scena, si precipita verso il suo comandante nel tentativo di prestargli soccorso, ma viene immediatamente fermato da Elian, che ordina di non alterare la posizione del corpo finché non ne abbia completato l'esame. Il Mentore dispone quindi l'apertura delle finestre, richiede una fonte di luce e invita tutti a coprirsi naso e bocca per evitare eventuali esalazioni tossiche.
Le due guardie, compresa la gravità della situazione, entrano negli appartamenti. Una apre le finestre permettendo all'aria della sera di ricambiare quella stagnante della stanza, mentre l'altra porta una lanterna per consentire al Mentore di lavorare.
Durante la visita, Elian accerta che Ser Ellad è ancora vivo. Il respiro è estremamente flebile, il battito rallentato e il corpo non presenta alcun segno evidente di colluttazione, ferite o trauma cranico. Le pupille reagiscono alla luce, ma con una lentezza innaturale. Esaminandone il respiro, il Mentore percepisce un tenue odore amarognolo ed erbaceo, riconducibile a un veleno vegetale a lenta azione, capace di deprimere progressivamente le funzioni vitali fino a indurre un profondo stato comatoso. Collegando tale evidenza ai sintomi che il Primo Cavaliere gli aveva riferito nei giorni precedenti, Elian giunge alla conclusione che Ser Ellad sia stato probabilmente esposto più di una volta alla medesima sostanza tossica, forse per inalazione o per ingestione.
Il Mentore stabilisce che il Primo Cavaliere versa in stato di coma, fortemente disidratato e incapace di deglutire autonomamente. Ordina quindi che venga sistemato su un fianco, girato più volte durante la giornata per prevenire piaghe da decubito e che le labbra vengano mantenute umide senza tentare di somministrargli acqua o cibo, poiché ciò potrebbe provocarne il soffocamento. Contemporaneamente manifesta l'intenzione di studiare un metodo sperimentale per nutrirlo mediante un sondino, pur ammettendo che si tratti di una procedura mai tentata prima.
Nel frattempo Ser Elaxidor nota una pergamena accanto alla mano destra del Primo Cavaliere. Su invito dello stesso Mentore, la raccoglie e ne legge il contenuto ad alta voce davanti ai presenti. Si tratta delle ultime volontà di Ser Ellad Inglorion, scritte con le poche forze.
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LA PERGAMENA
A chi troverà queste parole,
Se i miei occhi non avranno più la forza di riaprirsi quando questa pergamena verrà letta, sappiate che ogni parola impressa su di essa è stata vergata con le ultime energie che il mio corpo è riuscito a concedermi. La mia mano vacilla, il respiro si fa sempre più corto, ma la mia mente, almeno per questo ultimo istante, rimane limpida abbastanza da permettermi di compiere il dovere più gravoso che sia mai ricaduto sulle mie spalle.
Sento il tempo sfuggirmi come sabbia fra le dita. Qualunque male mi abbia colpito, esso ha ormai reclamato quasi ogni mia forza. Per questo scelgo di affidare a queste righe le mie ultime volontà, affinché il Regno non rimanga privo della guida che gli è necessaria.
Molti giudicheranno la mia decisione. Molti la riterranno ingiusta, avventata o persino offensiva nei confronti di chi ha servito la Corona per lunghi anni. A costoro chiedo soltanto una cosa: abbiate fede nel giudizio di un uomo che ha consacrato l'intera esistenza al servizio del Regno e che, proprio ora che ogni ambizione personale è svanita, non ha altro interesse se non quello di garantirgli un futuro.
Le mura di questo Palazzo custodiscono onore, ma anche ambizione. Custodiscono fedeltà, ma anche intrighi. Ho visto uomini valorosi piegarsi al peso della politica di corte, e anime rette consumarsi nell'ombra della corruzione.
Per questo la mia scelta ricade su qualcuno il cui cuore non è stato contaminato dalle lotte di potere, qualcuno che porta ancora la purezza dell'onore prima dell'ambizione.
Con l'ultimo brandello di lucidità che mi è concesso, io, Ser Ellad Inglorion, Primo Cavaliere del Regno, nomino quale mio successore Ser Elaxidor Itham di Dorvalur.
Scudiero soltanto nel nome, poiché ho avuto modo di metterne alla prova il valore, il coraggio, la disciplina e l'integrità. Ho visto in lui ciò che raramente si incontra in un solo uomo: la forza di impugnare una spada senza esserne dominato, e l'umiltà di servire senza cercare gloria.
Non gli affido soltanto il comando dei Cavalieri Reali.
Gli affido ciò che resta della mia fiducia.
Che questa sia la mia ultima volontà.
Che nessuno osi mutarla per interesse personale.
Ser Ellad Inglorion
Primo Cavaliere del Regno
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La lettura della pergamena suscita un profondo silenzio. Ser Elaxidor, visibilmente commosso, si inginocchia accanto al corpo del suo comandante, promettendo che custodirà la fiducia riposta in lui e proteggerà il Regno fino al risveglio del Primo Cavaliere, senza permettere che la sua volontà venga tradita. Le due guardie comprendono immediatamente la portata della dichiarazione. Una di esse si avvicina a Ser Elaxidor, gli rende gli onori militari e afferma che, se quanto appena letto corrisponde realmente alle ultime volontà del Primo Cavaliere, la pergamena deve essere consegnata senza indugio nelle mani del Sovrano. Si offre quindi di scortare personalmente il nuovo designato fino alla Sala del Trono, mentre ordina al compagno di restare negli appartamenti per assistere il Mentore e continuare a sorvegliare Ser Ellad. Prima di lasciare la stanza, Ser Elaxidor affida ufficialmente il destino del Primo Cavaliere alle cure del Mentore Elian, riconoscendone la competenza e promettendo di riferire immediatamente al Re quanto accaduto. Elian, dal canto suo, gli assicura che farà tutto ciò che è in suo potere per salvare Ser Ellad, mantenendo fede alla promessa pronunciata davanti al nuovo Primo designato. Quindi, mentre Ser Elaxidor lascia gli appartamenti diretto dal Sovrano, stringendo tra le mani il testamento del suo comandante e il peso della responsabilità appena ricevuta, alle sue spalle Elian e la guardia adagiano con estrema delicatezza Ser Ellad sul letto, continuando a lottare contro il tempo per salvargli la vita. Un destino esce da quella stanza, chiamato a guidare il futuro della Cavalleria Reale; un altro vi rimane, sospeso tra la vita e la morte, ancora aggrappato a un flebile respiro.
PUNTEGGI
Elaxidor: 2 punti esperienza; 10 mente
Elian: 2 punti esperienza; 10 mente