Copertina

IL RELITTO

Pubblicato il 09/07/2026 14:11 — Visualizzazioni: 14

Un relitto e i suoi segreti.


La sera cala sul Regno avvolgendo la costa in un'atmosfera inquieta. Il cielo è completamente coperto da pesanti nubi nere che soffocano la luce della luna, mentre il vento trasporta l'odore della salsedine e il mare si agita in modo innaturale. Elaxidor, Patrisha, Bjiorn e la fata Sastyran si trovano sulla spiaggia quando, in lontananza, un profondo lamento rompe il rumore delle onde. Dall'oscurità emerge lentamente la sagoma di un enorme veliero. La nave, ormai ridotta a un relitto, avanza sospinta esclusivamente dalla forza delle correnti. Lo scafo è devastato, gli alberi spezzati e le vele ridotte a brandelli, ma, contro ogni logica, continua a galleggiare. Ad un certo punto la chiglia raschia la sabbia producendo un fragore assordante, mentre l'intera imbarcazione si arena e si inclina lentamente sul fianco sinistro. Il peso diventa insostenibile per l'albero maestro, già gravemente danneggiato, che si spezza definitivamente precipitando sul ponte e terminando la propria corsa nella sabbia. La gigantesca trave crea involontariamente un passaggio tra la spiaggia e il veliero.

Osservando la nave, il gruppo comprende immediatamente che non si tratta di un semplice relitto. Lo scafo è disseminato di profonde spaccature e segni di violenza incompatibili con una normale tempesta. Nonostante le innumerevoli falle, il veliero è riuscito a resistere al mare per un tempo inspiegabile, come se avesse rifiutato di affondare fino a raggiungere quella costa.

Elaxidor e Patrisha percorrono senza difficoltà l'albero maestro trasformato in una precaria passerella. Bjiorn, invece, tradito dalla propria mole e dalla sabbia depositata sul tronco, perde l'equilibrio e precipita rovinosamente sulla spiaggia, atterrando di schiena. Dopo un momento di stordimento riesce comunque a rialzarsi e, con maggiore prudenza, raggiunge i compagni.

Sul ponte li attende una scena raccapricciante.

Tra assi spezzate e detriti giacciono soltanto pochi marinai. I corpi sono mutilati, attraversati da profonde lacerazioni e circondati da solchi impressi perfino nel legno del ponte. Le armi sono ancora sparse dove sono state lasciate cadere e non vi è alcun segno di incendio o di uno scontro tra uomini. È evidente che l'equipaggio abbia affrontato qualcosa di completamente diverso. Ancora più inquietante è il fatto che, per una nave di quelle dimensioni, i cadaveri siano troppo pochi. La maggior parte dell'equipaggio è scomparsa.

Dopo un rapido confronto, il gruppo decide spontaneamente di dividersi. Patrisha e Bjiorn si dirigono verso gli alloggi del capitano, convinti che il comandante possa aver custodito qualcosa di importante, mentre Elaxidor e Sastyran scelgono di esplorare la stiva, sperando di trovare superstiti o nuovi indizi.

Scendendo la scalinata, Elaxidor sfrutta la propria vista elfica per orientarsi nella penombra, mentre il tenue bagliore di Sastyran illumina il percorso. L'acqua invade ormai il ponte inferiore fino alle caviglie e l'odore di muffa e legno marcio impregna l'aria. Alla fine delle scale trovano una porta socchiusa che conduce alla stiva. Una volta entrati, il bagliore della fata rivela la figura immobile del capitano del veliero. Diversamente dagli altri marinai, il suo corpo non presenta mutilazioni. È seduto contro alcune casse, quasi in una posizione composta, e stringe ancora tra le mani un rotolo di pergamena, custodito con tale forza da sembrare un oggetto più prezioso della sua stessa vita. Con rispetto, Elaxidor libera delicatamente la pergamena dalle dita irrigidite del capitano e la ripone nella propria cintura.

Nel frattempo, Patrisha apre senza difficoltà la porta degli alloggi del comandante. All'interno, la cabina è devastata. Una gigantesca trave dell'albero maestro attraversa diagonalmente l'ambiente, mobili e strumenti di navigazione sono distrutti e il soffitto è in parte crollato. In mezzo alle macerie giace una creatura enorme, dall'aspetto simile a un gigantesco polpo. E’ un Mordabisso. Il suo corpo grigio-azzurro è trafitto dalla trave che sembra averla inchiodata al pavimento. Lunghi tentacoli ricoperti di uncini si estendono in tutta la stanza e gli enormi occhi lattiginosi sono apparentemente chiusi. Convinta che la creatura sia morta, Patrisha si avvicina con cautela.

È proprio in quell'istante che gli occhi si spalancano.

Un terrificante verso cavernoso attraversa tutto il veliero, facendo tremare lo scafo. I tentacoli si animano improvvisamente e due di essi scattano verso gli intrusi. Patrisha riesce, con un balzo istintivo, a evitare l'impatto per pochi centimetri. Bjiorn viene invece colpito di striscio: gli uncini gli lacerano superficialmente il braccio destro, provocandogli una ferita dolorosa ma non grave. Il ruggito della creatura raggiunge anche la stiva. Compreso che i compagni sono in pericolo, Elaxidor e Sastyran abbandonano immediatamente l'esplorazione e si precipitano verso il ponte, superando con difficoltà l'acqua e i detriti che ostacolano la loro corsa.

Quando stanno ormai per ricongiungersi agli altri, il comportamento della creatura cambia improvvisamente. I suoi movimenti diventano sempre più lenti e disordinati. I tentacoli si agitano senza più forza, il gigantesco occhio perde vitalità e il possente becco si apre e si richiude debolmente. Diventa evidente che il mostro non sta realmente combattendo gli avventurieri, ma sta consumando gli ultimi istanti della propria esistenza. Dopo un ultimo spasmo, l'enorme corpo crolla definitivamente su sé stesso. Il Mordabisso muore, lasciando nuovamente il veliero immerso nel silenzio.

Bjiorn riporta soltanto una ferita superficiale al braccio, mentre tutti gli altri sono illesi. A quel punto l'attenzione si concentra sulla pergamena recuperata dal corpo del capitano. Elaxidor la estrae lentamente dalla cintura e, davanti ai compagni, scioglie il laccio che la tiene arrotolata. Tutti si aspettano di vedere una mappa dettagliata o qualche preziosa informazione. Ma la realtà è ben diversa. La pergamena è completamente vuota. Non vi sono coste, montagne, annotazioni o indicazioni di alcun genere. L'unica cosa visibile è una grande X dipinta con un intenso colore rosso. Nient'altro.

Il mistero si infittisce. Se il capitano ha sacrificato la propria vita pur di proteggere quel rotolo, è impossibile che si tratti di un semplice foglio bianco. La risposta, però, non si rivela. Con il Mordabisso ormai morto, il relitto esplorato e la misteriosa pergamena finalmente recuperata, i quattro avventurieri abbandonano il veliero. Dietro di loro resta una nave che racconta la tragedia di una spedizione fallita; davanti a loro si apre invece un nuovo enigma. Cosa rappresenta quella X rossa?


Note: Considerata la natura della quest, priva di particolari complessità interpretative o meccaniche, tutti i partecipanti hanno dimostrato una buona coerenza nell'interpretazione del proprio personaggio. Ognuno ha mantenuto un comportamento in linea con il carattere, le motivazioni e il ruolo ricoperto, contribuendo allo sviluppo della narrazione in maniera naturale e collaborativa, senza forzature.


PUNTEGGI

Elaxidor: 2 punti esperienza; -20 energia
Sastyran: 2 punti esperienza; -20 energia
Patrisha: 2 punti esperienza; -30 energia
Bjiorn: 2 punti esperienza; -30 energia; -20 salute (ferita di striscio al bicipite destro non grave)


Torna all'elenco