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NESSUNO SI SALVA DA SOLO (Quest di Gilda)

Pubblicato il 14/07/2026 17:15 — Visualizzazioni: 9

La più grande sapienza non risiede nel piegare la magia alla propria volontà, ma nel riconoscere il momento in cui la propria forza non è sufficiente. Nessuno si salva da solo: è nella fiducia riposta nei propri confratelli che la Congrega trova la sua vera forza.


Nel primo pomeriggio, Deacastalia e Selandra passeggiano nei Giardini della Torre degli Arcani, approfittando della quiete del luogo per ritrovarsi. Durante il cammino, la Custode degli Arcani percepisce un'improvvisa alterazione dei flussi magici: l'aria sembra arrestarsi e, oltre le alte siepi ad arco, avverte una presenza oscura, estranea alle energie della Congrega. Insospettita, Deacastalia si avvicina da sola alle siepi per verificare l'origine di quella sensazione, invitando Selandra ad attenderla. Non appena raggiunge il punto da cui proviene la rottura, due tentacoli d'ombra balzano fuori dalla vegetazione, avvolgendole violentemente la vita e la gola, sollevandola da terra e impedendole quasi completamente di respirare. Dalle siepi emerge allora Eldran, Custode appartenente alla Via della Runa. Il suo corpo è completamente avvolto da un'oscurità viva e pulsante, mentre gli occhi, divenuti interamente neri, rivelano che la sua mente è stata soggiogata dall’oscurità.

Pur soffocata dalla presa dei tentacoli, Deacastalia oppone resistenza, cercando di liberarsi e mantenendo l'attenzione dell'entità interamente su di sé. Questo sacrificio concede a Selandra il tempo necessario per concentrarsi senza essere presa di mira. Ricordando gli antichi insegnamenti custoditi nei tomi della Torre, la giovane umana richiama il Sigillo della Mente, una runa concepita per proteggere e liberare una coscienza dalla possessione. Dopo aver completato la concentrazione e pronunciato l'antica formula runica, scaglia il sigillo contro Eldran.

L'incantesimo ha un successo assoluto.

La runa si imprime sulla fronte del Custode, penetrando direttamente nella sua mente. La luce del sigillo spezza il dominio dell'entità oscura, che viene lentamente espulsa dalla coscienza di Eldran. L'oscurità si contorce in un ultimo disperato tentativo di mantenere il controllo, per poi dissolversi definitivamente con un urlo disumano. Nel medesimo istante, i tentacoli che imprigionano Deacastalia perdono consistenza, permettendole di ricadere a terra, finalmente libera dalla morsa che le serrava la gola. Eldran, privato della corruzione, crolla anch'egli al suolo, esausto ma finalmente tornato padrone di sé.

Selandra accorre immediatamente dalla propria mentore, aiutandola a rialzarsi e assicurandosi che riesca nuovamente a respirare. Poco dopo, entrambe verificano anche le condizioni di Eldran, constatando che ogni traccia della possessione è ormai scomparsa.

Una volta ristabilita la calma, Deacastalia rivolge a Eldran parole ferme ma prive di rabbia. Gli ricorda che un vero Custode non è colui che ricerca il potere in solitudine, bensì chi comprende i propri limiti e sceglie di non affrontare mai incantesimi sconosciuti senza la presenza di altri confratelli.

L'esito della prova rappresenta un momento fondamentale nel percorso di Selandra. Grazie al sangue freddo dimostrato, alla corretta esecuzione del Sigillo della Mente e alla piena comprensione del significato della custodia delle rune, la giovane dimostra di possedere le qualità necessarie per intraprendere il cammino della Via della Runa, comprendendo che il compito di un Custode non consiste nel dominare la magia, ma nel proteggerla da chi, per ambizione o imprudenza, rischia di esserne sopraffatto.


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