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Alla ricerca dell'Occhio perduto (Quest di Gilda)

Pubblicato il 23/10/2026 14:47 — Visualizzazioni: 14

Le Muse si prodigano alla ricerca dell'Occhio delle Muse Cheng e dei suoi dodici bambini.


L'Accademia delle Muse è piombata nel silenzio dopo la misteriosa scomparsa dell'elfo Cheng (l'Occhio delle Muse) e dei suoi dodici bambini adottati. La fata Iridia (l'Eco delle Muse), addolorata e preoccupata per la loro sorte, affigge un accorato appello sulla bacheca dell'ingresso della Biblioteca Eterna. A raccogliere l'invito sono tre Accademici: la fidanzata di Cheng, Arendel (Mystes del Verbo), suo padre Galadrhiel (Melos dell'Armonia) e il nuovo arrivato Astydamas (il Sussurro delle Muse).

I tre elfi iniziano ad indagare tra il personale dell'Accademia, che rivela dettagli fondamentali:

  • Sir Vessicchio ( il direttore d'Orchestra): Confessa che Cheng aveva lasciato a metà un arrangiamento musicale che avrebbe usato per una lezione di musica destinata ai suoi bambini e che lo vedeva ossessionato dai recenti e nefasti disordini nel regno (i tre rintocchi, la perdita di memoria, il pericolo per le fate...).
  • Lo Scrivano Amanuense: Rivelandosi intimorito e balbuziente, confessa di aver fornito a Cheng una pergamena d'alto fusto per poter scrivere una lettera al Re. Rivela anche che non c'è stato alcun attacco nei confronti di Cheng: l'elfo ha lasciato le terre di Æthelion spontaneamente portando con sè i dodici bambini per salvarli e ha lasciato una lettera ufficiale indirizzata a Re Ennon, mai partita a causa dei disordini.

Oltrepassando le remore burocratiche per volontà del severo Galadrhiel e per dare risposte ad Arendel, il gruppo recupera e apre la missiva sigillata con ceralacca dorata. Il breve messaggio di Cheng conferma la verità:

«Mio Re, bosco, pericolo grave. Porto nelle mie terre i bambini. Forse un giorno torneremo. CBX»

Si scopre così che Cheng non è stato rapito né ucciso né sopraffatto dalle entità malvagie. Messo in allarme dai pericoli che minacciano il regno, ha scelto di portare al sicuro i dodici piccoli orfani da lui adottati per condurli al sicuro verso le sue terre natie d'Oriente, lasciando un addio e una promessa di un possibile ritorno.


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